Una data, due ricorrenze. Per i giovani europei, dalla Marna a Varsavia

Una data, due ricorrenze. Per i giovani europei, dalla Marna a Varsavia

Di David Migneco-Brandt – Oggi, un secolo fa, iniziava la grande guerra civile europea. Oggi, settant’anni fa, il popolo di Varsavia insorgeva contro l’occupante.

Per quelli che partirono cantando, perché “dulce et decorum est pro patria mori”, per quelli che insorsero perché “meglio morire in piedi che vivere in ginocchio”. Per quell’Europa che aveva il coraggio di morire per le proprie idee. Per le madri, per i padri, per le sorelle, per le fidanzate, per le mogli, per i figli di coloro che non sono tornati. Per quest’Europa di sangue, di passioni, di ideali, fermiamoci oggi. Fermiamo per un istante la nostra vita frenetica, raccogliamoci nel silenzio della meditazione e ritroviamo noi stessi.

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Per i seppelliti vivi nelle trincee di Verdun, per i ragazzi delle fogne di Varsavia, per l’orrore del gas e dell’artiglieria pesante, per i bruciati vivi dal lanciafiamme della Somme e di Wola; ritroviamo oggi le radici comuni di questo “ meraviglioso Continente”, la nostra comune tradizione Cristiana, le radici profonde custodite e protette nelle nostre biblioteche, nei nostri musei, nelle nostre cattedrali.

Ritroviamo oggi, per un istante, in omaggio a chi è caduto, la vera anima dell’Europa: i guerrieri Troiani ed Anchise incontrati dal pio Enea nell’Ade; gli Europei illustri cantati da Dante nel suo viaggio; le messe solenni di Palestrina e Bach; il giudizio universale di Michelangelo, le sofferenze di Bosch e di Goya; le colonne doriche che reggono la Cattedrale di Siracusa, meta dei viaggiatori del Grand Tour; i palazzi degli architetti italiani da Lisbona a San Pietroburgo; le mani giunte protese verso il cielo del gotico tedesco e la Cattedrale di Chartres .

Ricordiamoci dell’inizio della Pace, dell’intesa tra De Gaulle e Adenauer trovata davanti allo scaffale dei classici latini, davanti ad Orazio, nella biblioteca del Generale. Ricordiamoci oggi che l’Europa ha un’anima antica e profonda, ben lontana da mercati comuni, profitto e direttive. Che l’Europa è Patria di Patrie.

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