Aggredite turiste romane sotto casa del “Commissario Montalbano”. Arrestato tunisino per violenza sessuale

Aggredite turiste romane sotto casa del “Commissario Montalbano”. Arrestato tunisino per violenza sessuale

La Polizia di Stato – Squadra Mobile di Ragusa – ha eseguito il fermo di ELMNACER Abdelkarim nato in Tunisia il 23/11/1981 in quanto responsabile del reato di violenza sessuale aggravata dal fatto di aver agito in tempo di notte approfittando della privata difesa della vittima.

Domenica notte tre turiste romane erano troppo stanche per affrontare il viaggio verso l’altra tappa nel trapanese, si erano trovate benissimo in provincia di Ragusa, erano state in spiaggia sotto casa del Commissario Montalbano tutto il giorno ed avevano anche pranzato al ristorante da lui frequentato, diciamo un “copione” o meglio una tappa quasi obbligatoria per tutti i turisti che scelgono la costa Iblea.

Con intelligenza, per evitare incidenti, considerata la stanchezza decidevano di posizionare la tenda sotto casa del Commissario (la spiaggia di c.da “anticaglie” in località punta secca frazione del comune di santa croce camerina), forse le faceva sentire sicure, anzi lo erano perché avevano chiesto a qualcuno se il luogo fosse idoneo, dispiacendosi perché consce che non era consentito, ma erano le 2 di notte e non disturbavano ed alle 7 dovevano già essere in viaggio per l’altro capo della Sicilia.
Pochi istanti dopo aver montato la tenda già dormivano quando ad un certo punto una delle tre ha sentito le mani sul seno e poi sempre più giù. Credeva fosse un sogno ma così non era e purtroppo non era neanche un incubo difatti, appena sveglia si ritrovava addosso un uomo che le strappava i vestiti e la toccava ovunque: “durante i primi secondi mi sentivo paralizzata, poi ho iniziato ad urlare e chiedere aiuto alle mie amiche”.
Le amiche non si erano accorte di nulla nonostante fossero accanto. Le urla svegliavano le due donne che insieme alla vittima iniziavano a spingere l’energumeno che in lingua straniera ed uno stentato italiano intimava di stare zitte, di non urlare.

La pronta reazione ha colto forse di sorpresa il tunisino che aveva anche alzato il gomito molto più del normale mettendolo in un primo momento in fuga. Nonostante le urla e la reazione energica delle vittime, “l’uomo” ha tentato più e più volte di entrare nella tenda ormai chiusa dalla lampo ed infilava il braccio per afferrare una delle donne che però lo percuotevano con il bastone dell’ombrellone.

Le donne trovavano il coraggio di uscire quando sentivano due cittadini stranieri (successivamente identificati come due venditori ambulanti del Bangladesh) che intimavano al maniaco di andare via che stava per arrivare la Polizia.

” Siamo uscite per tentare di scappare – racconta una delle vittime – ma terrorizzate dalla presenza dell’uomo, per cacciarlo la mia amica gli ha lanciato addosso due sedie di plastica che si trovavano poco distanti dalla tenda. Ricordo che lo ha colpito dapprima alle gambe poi al viso con il bastone dell’ombrellone”.

“L’uomo reagiva colpendola con un forte schiaffo al volto. Per effetto del colpo ricevuto la mia amica è caduta a terra, non so dire se priva di sensi. Frattanto l’altra lo spintonava per allontanarlo ma lui stesso reagiva facendola cadere a terra e procurandole ferite al braccio, quindi ci siamo rinchiuse di nuovo in tenda”.

Questa lotta tra le vittime ed il carnefice è durata quasi un’ora poiché nessuno le sentiva urlare. Il luogo frequentato più di giorno che di notte è meta dei turisti anche perché non è mai accaduto nulla, nessun fatto reato a parte qualche furto di biciclette.

Purtroppo non era vero nessuno aveva ancora chiamato la Polizia in quanto le vittime prese dal panico non trovavano il cellulare e quando una di queste lo ha preso dalla borsa, lo ha subito perso nella sabbia perché agitatissima in quanto le tremavano le mani.

Tra l’aiuto dei due onesti extracomunitari e la ferma reazione, il tunisino veniva messo in fuga.

Le donne totalmente impaurite rimanevano in tenda pietrificate, chiuse e senza telefoni cellulari. Alle prime luci dell’alba finalmente una della ragazze trovava il cellulare e contattava il 113 che inviava prontamente una Volante che raccoglieva le prime informazioni e descrizioni dell’autore del delitto. Le donne venivano invitate a presentare denuncia. Gli operatori prima di accompagnare le ragazze raccoglievano quanti più indizi possibili facevano intervenire gli investigatori della Squadra Mobile. “La Polizia di Stato grazie alla collaborazione delle vittime, dei commercianti e dei “vicini di casa del Commissario Montalbano” è riuscita ad individuare un pericoloso criminale.

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