I Carabinieri arrestano un componente del clan “Santapaola” per estorsione aggravata

I Carabinieri arrestano un componente del clan “Santapaola” per estorsione aggravata

chiscooLo scorso venerdì 20 agosto i Carabinieri del Reparto Operativo di Catania hanno tratto in arresto nella flagranza di reato Mirenda Vincenzo, titolare di un chiosco bar sito in San Giovanni Galermo, ritenuto appartenente alla famiglia mafiosa “Santapaola” segnatamente al gruppo operante nel citato quartiere cittadino.

Mirenda è chiamato a rispondere del delitto di estorsione aggravata dall’art.7 D.L.152/91, commessa ai danni di due imprenditori –  titolari di una attività avente ad oggetto la commercializzazione di apparecchiature di intrattenimento -, di detenzione di armi da fuoco e di ricettazione.

L’intervento dei Carabinieri è scaturito Carabinieridagli esiti di una attività di indagine coordinata dalla Procura Distrettuale della Repubblica che in data 8 agosto u.s. aveva dato l’avvio ad una articolata attività tecnica di intercettazioni telefoniche ed ambientali, affiancate anche da videoriprese esterne, finalizzate al monitoraggio costante del chiosco gestito dall’indagato.

Le attività tecniche consentivano agli investigatori di apprendere che nella mattina del 20 agosto una delle vittime si sarebbe incontrata con l’indagato al fine di corrispondergli la quota mensile dell’estorsione, sicché grazie anche alla predisposizione di un servizio di appostamento ed osservazione diretta in loco, i Militari intervenivano immediatamente dopo la consegna del denaro, rinvenendo nella disponibilità dell’indagato una busta contenente la somma di 3.000,00 euro.

La successiva perquisizione dell’abitazione in uso al Mirenda portava al rinvenimento di una pistola avente matricola abrasa e del relativo munizionamento.

Le vittime, sentite nell’immediatezza, ammettevano di essere state da sempre soggette ad estorsione, sin dagli inizi degli anni 1990.

La Procura Distrettuale ha quindi disposto il fermo di altri tre indagati, Fiorenza Vittorio, Varisco Antonio e Guarnaccia Laura, sussistendo il pericolo che gli stessi, a seguito dell’arresto del loro complice potessero darsi alla fuga.
In data 27 agosto u.s. Il Giudice per le indagini preliminari ha convalidato l’arresto del MIRENDA ed i fermi disposti dal P.M., ed ha applicato la misura della custodia cautelare in carcere per tutti gli indagati, ad eccezione della Guarnaccia che è stata posta agli arresti domiciliari.

Il Giudice, infine, ha accolto anche la richiesta della Procura Distrettuale di emissione di provvedimenti restrittivi a carico di altri tre complici che si erano susseguiti nel tempo nella gestione della estorsione, ed ha quindi applicato la custodia cautelare in carcere a carico dei predetti, già ristretti in carcere per altra causa in quanto personaggi di primo piano della famiglia Santapaola, appartenenti ai gruppi del Villaggio Sant’Agata e di San Giovanni Galermo: Arcidiacono Francesco Carmelo, Fiore Salvatore e Gurrieri Salvatore, già condannati per il reato di cui all’art.416 bis c.p.

Grazie all’intensa attività investigativa posta in essere, si è posto fine, in un brevissimo arco temporale, ad una attività estorsiva particolarmente lucrosa per la famiglia Santapaola protrattasi per più di un ventennio.

 

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