Videosorveglianza sui luoghi di lavoro senza autorizzazione. Lotta al lavoro nero

Videosorveglianza sui luoghi di lavoro senza autorizzazione. Lotta al lavoro nero

[themify_box style=”announcement” ]Videosorveglianza sui luoghi di lavoro senza autorizzazione. Lotta al lavoro nero: nel mirino anche gli studi professionali. I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Catania denunciano una persona, individuati due lavoratori in nero, sospesa una attività, sanzioni per quasi 12.000 euro.[/themify_box]

 

videosorveglianza504cI Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro  e  del Comando Provinciale di Catania, nell’ambito dei servizi finalizzati a verificare il rispetto della tutela della libertà e dignità dei lavoratori nei luoghi di lavoro, d’intesa con il responsabile della Direzione Territoriale del Lavoro di Catania, Dott. Fausto Piazza,  hanno spostato l’attenzione sugli studi professionali e sull’uso non autorizzato di impianti di videosorveglianza.

Sono state controllate  8 aziende rilevando complessivamente la presenza di 2 lavoratori assolutamente privi di  tutela assicurativa e previdenziale.

Per una  ditta è stata disposta la sospensione delle attività imprenditoriali, avendo riscontrato una percentuale di lavoratori in nero pari o superiore al 20% della forza lavoro presente come previsto dal testo unico 81/2008 a tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro, così come recentemente modificato a dicembre del 2013.

In un caso è stato accertato l’uso non autorizzato di impianti di videosorveglianza che “possono essere installati soltanto previo accordo con le rappresentanze sindacali, ovvero, in difetto di accordo, su autorizzazione della Direzione Territoriale del Lavoro”. L’uso degli impianti audiovisivi  è un importante alleato delle forze dell’ordine e, oramai, un diffuso espediente dei datori di lavoro per tenere alla larga i malintenzionati; tuttavia, la zelante scure del Garante per la privacy  ne limita il campo di applicabilità, se non nella teoria, certamente nella pratica.

A conclusione delle attività sono state contestate:

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– sanzioni amministrative per complessivi 12.000 euro;

– 1 ammenda di 1549 euro;

– un  recupero contributivo agli Enti previdenziali ed assistenziali pari a 1.400 euro.

L’attività ispettiva continuerà anche nei prossimi giorni al fine di verificare il rispetto dei

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diritti fondamentali dei lavoratori.

 

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