Il medico, un italiano che lavora per l’ONG Emergency, è stato ricoverato all’Ospedale Spallanzani di Roma

Il medico, un italiano che lavora per l’ONG Emergency, è stato ricoverato all’Ospedale Spallanzani di Roma

Bollettino medico n.1 del 25 novembre 2014

 

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C_17_notizie_1846_paragrafi_paragrafo_0_immaginePaziente maschio, medico italiano appena arrivato in Italia dalla Sierra Leone  con trasporto in alto biocontenimento effettuato dall’ Aereonautica Militare italiana.

La gestione del trasporto è stata effettuata secondo i protocolli previsti. Il paziente è stato monitorizzato durante tutto il trasporto aereo durato 6 ore, senza nessuna criticità.

Alla partenza dalla Sierra Leone il paziente presentava condizioni di stabilità clinica. Al momento della presa in carico da parte dei medici dell’Istituto Nazionale per le Malattie Infettive Lazzaro Spallanzani le condizioni permanevano stabili.

Nulla di rilevante in anamnesi patologica remota, riferita familiarità cardio ipertensiva.Riferisce da giovedì 20 novembre unico episodio di vomito e diarrea senza presenza di sangue, associato ad astenia e febbricola.

Domenica 23 novembre è comparsa febbre (38.5° C), regredita dopo assunzione di antipiretici.

Oggi al ricovero era vigile, collaborante, deambulante e autonomo.Ha presentato  febbre associata a brivido, malessere generale con iperemia congiuntivale, fegato e milza nella norma, torace senza rumori patologici.Non presenta segni di disidratazione cutanea.Ha iniziato trattamento antivirale specifico con farmaco non registrato, autorizzato con ordinanza da AIFA, su indicazione del Ministro della Salute.

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25/11/2014 – E’ atterrato questa mattina alle 6:00 circa a Pratica di Mare (RM) il Boeing KC-767 del 14° Stormo dell’Aeronautica Militare con a bordo il medico italiano dell’Ong Emergency risultato positivo al virus Ebola in Sierra Leone.

  Il paziente ha viaggiato all’interno di una speciale barella isolata avio-trasportabile ed è stato assistito durante il volo di trasferimento, della durata di circa 6 ore e 30 minuti, da un team medico dell’Aeronautica Militare specializzato in bio-contenimento, composto da circa 25 persone tra medici, specialisti e personale di bordo.

Ad attendere il medico contagiato a bordo pista un’ambulanza dell’Istituto Lazzaro Spallanzani di Roma, equipaggiata anch’essa per il biocontenimento. Il trasbordo del paziente dalla barella aviotrasportabile a quella dell’ambulanza è avvenuto sempre in completo isolamento. L’ambulanza è partita poi alla volta dello Spallanzani, dove il malato è stato ricoverato.

“Tutta l’operazione si è svolta come pianificato e secondo le procedure per le quali siamo addestrati ad operare”, ha dichiarato il Colonnello Roberto Biselli , capo del team di bio contenimento dell’AM. “In ogni momento è stato possibile assistere, in condizioni di massima sicurezza, il paziente, che è risultato tranquillo lungo la rotta.”

La capacità di effettuare trasporti di malati altamente infettivi attraverso l’utilizzo di speciali barelle isolate è una peculiarità detenuta in Europa esclusivamente dall’Aeronautica Militare e dalla Royal Air Force. L’Aeronautica Militare ha sviluppato la capacità di evacuazione aeromedica in biocontenimento fin dal 2005, operando uno stretto coordinamento sia con il Ministero della Salute, sia con il Dipartimento della Protezione Civile; tale capacità si basa sull’utilizzo di speciali barelle aviotrasportabili “A.T.I.” (Aircraft Transport Isolator) e dei più piccoli sistemi terrestri “S.T.I.” (Stretcher Transit Isolator), indispensabili al momento del trasbordo del paziente dall’aeromobile all’ambulanza. Il trasporto aereo in “biocontenimento” su lunga tratta viene attualmente svolto su velivoli C-130 J “Hercules”, C-27 J “Spartan” e KC-767.
L ‘Aeronautica Militare, in coordinamento con il Ministero della Salute, svolge periodicamente esercitazioni congiunte con le varie realta’ interessate alla gestione di casi di quedto tipo, per addestrare il proprio personale al trasporto e alla gestione dei pazienti affetti da malattie altamente infettive in completa sicurezza. Le ultime attività di addestramento in ordine di tempo  si sono svolte proprio presso l’aeroporto militare di Pratica di Mare, con lo Spallanzani, e presso l’aeroporto di Malpensa con l’ospedale Sacco.

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