Massaggi a “luci rosse”: P.S. arresta due  persone per  sfruttamento  della  prostituzione  minorile

Massaggi a “luci rosse”: P.S. arresta due persone per sfruttamento della prostituzione minorile

Col bilancio di due arresti e di una persona denunciata in stato di libertà, si è conclusa alle prime ore di ieri 5 dicembre, l’operazione della Polizia di Stato che ha visto i poliziotti dell’U.P.G.S.P. di Catania – quelli che il Questore Salvatore Longo ha voluto costituiti nell’ormai famosa task force – impegnati in un controllo ad alcuni centri estetici per verificare il rispetto della normativa sul lavoro.

Coordinati dal Funzionario designato dal Dirigente dell’Ufficio Prevenzione Generale e Soccorso Pubblico, gli agenti sono stati anche coadiuvati da personale del Gabinetto Regionale di Polizia Scientifica e da Funzionari dell’Ispettorato del Lavoro. Gli arrestati si chiamano Costanzo Francesco (cl. ’83) e Cardia Maria Luisa (cl. ’90), pregiudicato lui, incensurata lei, entrambi catanesi ed entrambi responsabili del grave reato di sfruttamento della prostituzione minorile.

centri estetici 1Uno dei controlli ha interessato due “centri”: uno sito via Passo di Aci e l’altro in via Spagnolo; come avrebbero scoperto gli investigatori nel corso degli accertamenti, entrambi i “centri” erano gestiti dai due arrestati. Nel primo erano presenti due “massaggiatrici” impegnate con i relativi clienti: tutti sono stati accompagnati in Questura per essere identificati e sentiti in qualità di testimoni.

Nel secondo “centro”, quello di via Spagnolo, la situazione presentatasi ai poliziotti è stata ben diversa: in una saletta erano in attesa diversi clienti e, nelle sale interne, due “massaggiatrici”, delle quali una minorenne, erano impegnate, in reggiseno e slip, con altrettanti “clienti”, uno dei quali completamente nudo.

Quest’ultimo, peraltro, è un cittadino extracomunitario irregolarmente presente sul territorio nazionale e per lui sono state avviate le pratiche di natura amministrativa a cura dell’Ufficio Immigrazione della Questura. Cosa succedesse in quei locali, quale attività svolgessero il Costanzo e la Cardia – presenti nel locale di via Spagnolo – era scontato per i poliziotti, ma la presenza di una ragazza minorenne cambiava tutto.

Lo sfruttamento della prostituzione minorile è un reato gravissimo e devono averlo hanno ben capito i due tenutari quando sono stati caricati a bordo delle Volanti e accompagnati in Questura. Qui, alla presenza di un familiare prontamente avvisato dai poliziotti, la minore ha raccontato squallide storie di massaggi che sotto l’esplicita denominazione “touch me” e “body to body” nascondevano particolari prestazioni sessuali che, seppur non sfociavano in veri e propri rapporti, avevano come scopo il raggiungimento dell’eccitazione del cliente attraverso lo strofinio e la palpazione dei corpi e delle parti intime. A tali abusi, la minore aveva dovuto ripetutamente sottostare per un compenso di 10 euro per volta.

Il Costanzo e la Cardia, infatti, si erano dotati di un listino prezzi, esposto in modo ben visibile all’interno dei locali, grazie al quale il “cliente” avrebbe potuto scegliere un massaggio “normale” oppure uno “particolare” col semplice sovraprezzo di 25 euro. Gli accertamenti e la verbalizzazione delle dichiarazioni testimoniali hanno tenuto occupati gli investigatori per tutta la notte.

Gli arrestati, su disposizione del P.M., sono stati trattenuti presso le camere di sicurezza da cui sono stati tradotti agli arresti domiciliari, in attesa di giudizio, mentre i due locali oggetto del controllo sono stati chiusi e sottoposti a sequestro. Non meno grave la situazione che i medesimi poliziotti hanno riscontrato nel corso del secondo controllo, svolto all’interno del “centro” di via Andrea Costa dove un’ammiccante insegna non lasciava dubbi su cosa si potesse ottenere in quel posto.

Anche qui sono state trovate all’opera due “massaggiatrici” e anche qui era presente una responsabile, l’incensurata S. A. la quale, tra l’altro, è stata trovata in possesso della somma di 240 euro, sequestrata perché provento delle prestazioni delle due “professioniste”. Le dichiarazioni testimoniali rese in Questura non hanno lasciato campo ad alcun dubbio sulla vera attività della tenutaria la quale, in questo caso, è stata denunciata in stato di libertà per il reato di sfruttamento della prostituzione. Il locale dove avvenivano gli incontri è stato, anche in questo caso, sequestrato.

Gli Ispettori del lavoro, per la parte di loro competenza, hanno accertato che per le legali attività di massaggio – che venivano effettuate in parallelo a alle prestazioni “particolari” – nessuna delle lavoratrici era in regola con le norme sul lavoro e solo una di esse era in possesso di abilitazione professionale. Le ragazze che lavoravano presso i centri benessere controllati erano tutte di nazionalità italiana e di giovane età. Tra gli avventori del centro vi erano numerosi professionisti. 

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