La Japan Defense Force atterra a Sigonella. La Base Siciliana dell’Aeronautica Militare da supporto ai velivoli P1 Giapponesi

La Japan Defense Force atterra a Sigonella. La Base Siciliana dell’Aeronautica Militare da supporto ai velivoli P1 Giapponesi

Nel periodo dal 20 al 21 luglio 2015, la Base Aerea di Sigonella, sede del 41° Stormo Antisom, ha dato ospitalità e supporto al rischieramento della Japan Maritime Self Defence Force.

Transito a Sigonella velivolo P1 Marina Giapponese (1) Transito a Sigonella velivolo P1 Marina Giapponese (4)Quella alla Base Siciliana, tra le più importanti dell’Aeronautica Militare, è stata una delle tappe mondiali che il governo Giapponese ha scelto per la navigazione del globo terrestre verso est per testare le potenzialità e far conoscere il loro nuovo velivolo, il pattugliatore marittimo P-1.

L’Aeroporto di Sigonella ha fornito agli ospiti il supporto necessario affinchè i due velivoli P-1 in transito proseguissero la loro navigazione alla volta di Gibuti. I membri degli equipaggi hanno usufruito delle locali strutture della Base, degli automezzi richiesti e dei servizi meteo e della navigazione aerea.

Transito a Sigonella velivolo P1 Marina Giapponese (6) Transito a Sigonella velivolo P1 Marina Giapponese (7)Il Captain Masanori Okada, Comandante della spedizione Giapponese (Air Development Squadron Five One Japan Maritime Self Defence Force), ha tenuto a ringraziare particolarmente il Colonnello Pilota Vincenzo Sicuso, Comandante della Base Aerea di Sigonella, per l’accoglienza e l’ospitalità ricevute in Territorio Italiano dal personale della Base. Medesima apprezzamento, definito “un doveroso debito da ricambiare all’Italia quanto prima”, ha espresso il Capitano di Vascello Takashi Nara, Addetto per la difesa presso l’Ambasciata del Giappone a Roma, che ha sovrinteso a tutte le operazioni dei propri connazionali durante la tappa Siciliana.

Transito a Sigonella velivolo P1 Marina Giapponese (3)Il velivolo Kawasaki P-1 è un pattugliatore marittimo quadrimotore a getto, progettato e costruito dalla divisione aeronautica dell’azienda giapponese Kawasaki Heavy Industries, con il quale i nipponici intendono sostituire il diffusissimo P-3 Orion. È spinto da 4 turboreattori a doppio flusso IHI XF7-10 di concezione nazionale. Il P-1 ha un unico punto in comune con il suo connazionale C-X ed è che pur essendo due macchine sostanzialmente diverse, sono state progettate dalla Kawasaki, la quale ha portato avanti il loro sviluppo lavorando congiuntamente su entrambi i progetti; un aspetto questo inedito e interessante in un periodo in cui l’uscita di nuovi aerei è quanto mai rarefatta. La storia del P-1 inizia nel 2001, quando la Kawasaki avviò il programma di studio e sviluppo di un nuovo pattugliatore oceanico a reazione destinato al difficile compito di rimpiazzare un’eccellente macchina nel suo ruolo: il veterano Lockheed P-3 Orion. L’azienda giapponese presentò nel 2007 il prototipo del P-1 insieme a quello delC-X. Nello stesso anno il primo volo.

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