ATTIVITA’ DI CONTROLLO DI MOTOPESCA TUNISINI NELLE VICINANZE DELLE ISOLE PELAGIE.

ATTIVITA’ DI CONTROLLO DI MOTOPESCA TUNISINI NELLE VICINANZE DELLE ISOLE PELAGIE.

L’attività è stata condotta con l’ausilio di mezzi navali ed aerei della Guardia Costiera e coordinata dal Comando Generale del Corpo delle Capitanerie di porto, dalla Direzione Marittima di Palermo ed eseguita dal personale dell’Ufficio Circondariale marittimo di Lampedusa e dagli equipaggi imbarcati sulle motovedette di stanza in quel porto. Sono stati impiegati, in particolare, il velivolo ad ala fissa ATR42MP in dotazione al 2º Nucleo Aereo Guardia Costiera di Catania, decollato dalla Base Aeromobili etnea, una motovedetta classe 200 e due motovedette classe 300 di stanza presso l’isola di Lampedusa. L’operazione è stata portata a termine dopo un’impegnativa e significativa attività di monitoraggio, resa possibile grazie all’impegno coordinato del velivolo di stanza presso il Nucleo Aereo di Catania. Quest’ultimo ha consentito di seguire le attività di alcuni motopesca e riprenderne le fasi di navigazione e le attività di pesca.

 

L’esito di tale intensa attività di vigilanza ha consentito di intercettare il motopesca tunisino “MOHAMED AZIZ”, intento in attività di pesca all’interno delle acque territoriali italiane a Sud Ovest dell’isola di Linosa, con rete in mare e disposta in assetto di pesca.

 

A seguito di disposizioni del magistrato di turno presso la Procura della Repubblica di Agrigento, il motopesca è stato scortato nel porto di Lampedusa per  accertamenti: si procedeva quindi alla successiva ispezione agli attrezzi di pesca (una rete a circuizione) ed al pescato.

 

Al comandante del motopesca, cittadino tunisino, è stata contestata l’ipotesi di reato di cui all’articolo 7 comma 1 del Decreto legislativo 09 gennaio 2012 n.4, in quanto intercettato ad effettuare attività di pesca in acque sottoposte alla sovranità di altri stati, nonché  privo dell’autorizzazione dello stato costiero. Tale violazione è punita dallo stesso decreto con l’arresto da due mesi a due anni, o con l’ammenda da 2000 a 12000 euro.

Veniva, altresì, eseguito il sequestro probatorio della rete da pesca del tipo circuizione, della lunghezza totale di 700 mt ed altezza di circa 200 mt.

FOTO 2

Al termine delle attività, al motopesca è stato consentito di riprendere la navigazione di rientro in Tunisia.

 

Dato il valore economico della rete sequestrata (quantificato in circa 80.000 euro), si auspica che il controllo eseguito e le attività poste in essere anche in passato, costituiscano un forte deterrente per quei pescherecci appartenenti a paesi extra UE a non perseguire tali condotte illecite, mentre si configura, ovviamente, quale forma di tutela del ceto peschereccio nazionale nell’ambito del complesso sistema normativo che regola la materia.-.

 

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