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Per non essere sempre gli ultimi non si può fare altro che dire: “Goodbye mio Bel Paese”

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monica-colaianniIeri un mio amico mi ha proposto di andare a vedere “Gli ultimi saranno gli ultimi”. Tra me è ne ho pensato “solo il titolo è tutto un programma….” , così con un po’ di scetticismo e per non essere sgarbata ho accettato l’invito.
Vedendo il film, però, mi sono ricreduta. Un film significativo che rispecchia la realtà del mondo del lavoro, soprattutto quello delle donne, che spesso per poter portare avanti la famiglia sono costrette a lavorare.

Ma se “malauguratamente” decidono di coronare il sogno di ogni donna e vale a dire quello di avere un figlio ecco che si presentano i problemi dovendo fare i conti con quello spietato mondo che ha come obiettivo primario il profitto, soprattutto in una situazione di crisi come quella che stiamo vivendo negli ultimi anni.

In una società dove si è combattuto per ottenere la parità dei diritti, dove siamo riuscite a rivestire anche ruoli importanti, a volte ci dobbiamo scontrare con queste realtà che esercitano violenze psicologiche nei confronti di donne-lavoratrici.

Quello che si vede in “Gli ultimi saranno gli ultimi” è una dura realtà, che può sfociare in un vero e proprio dramma, perchè senza un lavoro non solo intere famiglie vengono distrutte ma si sconvolge l’intero assetto sociale.  Ma oggi il problema oggi non riguarda solo le donne, perché tutti stiamo vivendo una realtà in cui non c’è lavoro e spesso intere famiglie si trovano sul lastrico.

Forse dovremmo fermarci a riflettere su quello che sarà il futuro di una Nazione dove non vi è un ricambio generazionale.

I giovani italiani non desiderano altro che lasciare il Paese per andare a cercare fortuna in altri dove gli si offre l’opportunità di poter mettere alla prova le proprie capacità e dove poter realizzare i propri sogni, dove esiste veramente la meritocrazia.

Si parla tanto di discriminazione ma la discriminazione non è solo quella razziale, si viene discriminati anche quando non si offre la possibilità di vivere una vita normale, dove per normalità si intende avere un lavoro dignitoso che ti permetta di costruire il proprio futuro su basi solide.

Oggi in Italia si assiste ad un degrado non solo economico ma anche sociale: giovani senza lavoro, cinquantenni che vengono licenziati e non hanno alcuna possibilità per rientrare nel ciclo produttivo della nostra società e chi è più fortunato perchè un lavoro ce l’ha spesso si sente frustrato perché non si sente gratificato sia economicamente che professionalmente.

Questo purtroppo è il quadro dell’Italia di oggi e allo come dice Caparezza nella sua Canzone “Goodbye Malinconia”.

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