Catania, quarant’anni per i Laboratori nazionali del Sud

Catania, quarant’anni per i Laboratori nazionali del Sud

Servizio di Graziella NicolosiQuarant’anni e non sentirli. È il traguardo raggiunto dai Laboratori nazionali del sud dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare di Catania, che stamattina ha festeggiato l’importante anniversario con alcuni ospiti d’eccezione; tra loro, il fisico Antonino Zichichi, che volle fortemente questa struttura di ricerca scientifica nel Meridione d’Italia.

È stato il magnifico ‪‎Rettore dell’Università di Catania Giacomo Pignataro ad aprire l’incontro, alla presenza del sindaco Enzo Bianco, del sottosegretario alla Pubblica Istruzione Davide Faraone e di esponenti del mondo accademico, fra cui il presidente dell’Istituto nazionale di Fisica nucleare Fernando Ferroni.

zichichiA Giacomo Cuttone, direttore dei Laboratori nazionali del sud, è toccato il compito di raccontare la gloriosa di questa istituzione, che dal 1976 ad oggi ha raggiunto risultati significativi, ed è impegnata in importanti progetti internazionali. Le attività di ricerca spaziano dalla fisica degli acceleratori alle applicazioni nell’ambito della biologia, dei beni culturali e dell’ambiente, oltre che della medicina; basti pensare al progetto Catana avviato nel 2000 per il trattamento dei tumori dell’occhio con protonterapia. Per eseguire questo trattamento sono state realizzate collaborazioni con il mondo medico ospedaliero, che ha permesso finora il trattamento di oltre 400 pazienti. Un grande esempio di come gli studi di fisica nucleare portino a ricadute nel tessuto sociale.

Negli ultimi anni, inoltre, i Laboratori del sud hanno coinvolto nella propria attività le scuole del territorio, le istituzioni e il mondo dell’associazionismo, per aiutare la diffusione della cultura scientifica e tecnologica.

Zichichi 1“Il nostro auspicio è che nei prossimi dieci anni i nostri Laboratori diventino ancora più internazionali”, ha affermato Cuttone, ricordando il lavoro dei direttori che lo hanno preceduto e di tutto il personale che in questi quarant’anni ne ha condiviso l’attività.

Nel complimentarsi per il traguardo raggiunto, il sindaco di Catania Enzo Bianco ha anticipato anche l’intitolazione, il 25 giugno, di piazza Vittorio Emanuele al fisico Ettore Majorana, nell’ambito di una giornata dedicata alla ricerca scientifica.

Dal canto suo, il sottosegretario Faraone ha sottolineato “l’impegno del Governo ad investire nella ricerca, che troppo spesso, specie al Sud, è considerata un settore secondario”.

Atteso e appassionato l’intervento di Antonino Zichichi che, dall’alto dei suoi 86 anni splendidamente portati, ha incantato la platea raccontando le origini dei Laboratori del Sud, da lui caldeggiati quando era il pupillo di Blackett, considerato negli anni ’70 il fisico più famoso del mondo.

Zichichi ha lanciato un duro atto d’accusa contro “i finti scienziati che parlano di scienza senza averne le competenze”, e contro “le teorie belle, ma prive di verifica sperimentale”. Ha ribadito che “compito della scienza è dare all’umanità lo strumento per trasformare le scoperte scientifiche in invenzioni tecnologiche utili a tutti”: per farlo, ha auspicato un nuovo “progetto Manhattan” che coinvolga le potenze mondiali in una comune volontà politica a fini pacifici. “Già nel 1985 a Ginevra – ha ricordato –Reagan e Gorbaciov dichiararono che avrebbero aperto i laboratori dei loro Paesi. Purtroppo siamo nel 2016 e i laboratori segreti sono ancora chiusi, con grave danno per tutti”.

In occasione dei quarant’anni dei Laboratori nazionali del sud è stato inaugurato un nuovo ‪‎plastico interattivo che ne riproduce e spiega le sale sperimentali. A celebrare l’evento anche un annullo filatelico e un francobollo commemorativo, oltre all’immancabile torta.

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