Il musicista catanese Graziano Lobianco si racconta tra passioni e ritmi

Il musicista catanese Graziano Lobianco si racconta tra passioni e ritmi

Grinta, entusiasmo e forza di volontà sono l’arma vincente di Graziano Lobianco, giovane musicista catanese giunto al suo secondo progetto discografico “Nato dal rock”, distribuito in tutta Italia dal sette maggio, che vanta collaborazioni importanti come il chitarrista Luca Galeano e il rapper Maurizio Musumeci. Dopo il successo del precedente album “Percorsi” presentato anche a Sanremo Doc con l’exploit del singolo “Gocce” e il tormentone “Vivo” prima traccia del suo nuovo album, diventato un cult tra i brani più trasmessi in radio degli artisti emergenti, il tour estivo in giro per l’Italia, la proficua collaborazione con Mara Maionchi, Francesco Palmeri e la fortunata partecipazione a LavicaRock Graziano Lobianco è pronto a sfoderare un nuovo successo con il secondo singolo “Non finisce mica qui”. Si divide tra gli studi accademici (È laureato in filosofia all’Università di Catania ndr) e la musica. Lo incontriamo in un bar del centro scoprendo tra musica e parole chi è questo ragazzo dall’anima rock.

Descriva la sua musica e il suo modo di comporre a chi si imbatte magari per la prima volta su una sua canzone

“Definirei la mia musica un rock cantautorale ricca di testi importanti che guardano all’amore ed anche al sociale. Affronto anche il quotidiano, non mi limito a descrivere i sentimenti. Ho scritto, ad esempio, una canzone, “curriculum vitae”, che parla della condizione dei giovani di oggi pluri specializzati che non trovano un lavoro e finiscono per sbarcare il lunario in un call center. Cerco di parlare ai miei coetanei raccontando l’esperienza che ognuno di noi vive nella nostra società”.

Ci racconta il suo primo incontro con la musica e chi sono i suoi modelli a cui s’ispira?

“Se oggi faccio parte di questo mondo è colpa di mia madre. A tredici anni, mentre già ascoltavo Elvis, mi ha regalato una chitarra e da allora non ho più smesso. Da lì ho studiato teoria e solfeggio e ho cercato di coltivare questa mia passione. Lavorando nei villaggi Valtur come animatore musicista e suonato anche nei vari pub milanesi ho costruito pian piano la mia professionalità. Sin da bambino il mio esempio musicale è stato ed è Elvis. In me convivono pacificamente e senza litigare (ride) il rock più puro ed emozionante e la riflessione cantautorale. Sono stato sempre attratto dalla musica di Lucio Battisti e dall’immensa grinta ed infinita classe del re del Rock.”.

La musica oggi è legata ai Talent. Se avesse l’occasione parteciperebbe ad uno dei tanti format televisivi?

“Ho deciso di non partecipare ad un talent come XFactor, perché non vorrei essere manovrato dalle grandi major. Tutti quelli che escono da questi format sono uguali, perché non ci sono più cantanti con la classe e lo stile di Baglioni, Dalla, De Gregori o i Pooh. La discografia in questo momento è rovinata, perché non esistono più novità. Non m’interessa la notorietà fine a se stessa che produce artisti a tempo determinato. Se c’è la qualità musicale e professionale prima o poi si avrà la possibilità di emergere a prescindere dai talent”.

Cosa si aspetta da questa nuova avventura musicale?

“Un riscontro positivo da chi mi segue da anni e non nego che mi piacerebbe anche poter scrivere dei brani per qualche artista importante”.

Dopo il sold out con il precedente album, “Percorsi”, al Teatro Piscator. i numerosi altri live di quest’estate e il successo di Lavica Rock ritornerà di nuovo in giro a fare concerti?

“Certo. Impossibile fare questo lavoro senza la carica adrenalinica di ascoltare e vivere le emozioni che ti trasemette il pubblico”.

Sta preparando qualche sorpresa?

“Non voglio svelare nulla, perchè poi il mio ufficio stampa mi sgrida in quanto potrei bruciare le notizie ma ci saranno tante belle novità”.

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