Inchiesta Pubbliservizi, Bianco: “Un altro cancro estirpato”

Inchiesta Pubbliservizi, Bianco: “Un altro cancro estirpato”

“Un altro cancro che minacciava la vita di questa città è stato estirpato”. Così il sindaco della Città Metropolitana di Catania Enzo Bianco commentando l’azione della Guardia di Finanza che ha portato all’arresto dei vecchi vertici di Pubbliservizi e di alcuni suoi dipendenti.
“Avevamo intuito già un anno fa – ha dichiarato Bianco – quando mi sono insediato come sindaco metropolitano che nell’azienda e nella sua gestione ci fosse qualcosa che non andava per il verso giusto, che ci fossero gravi irregolarità a partire dal bilancio. Lo abbiamo denunciato in maniera chiara fornendo atti e documenti sotto la gestione del professore Muscarà e quella attuale di Silvio Ontario. Abbiamo anche bocciato il bilancio del 2015. Un’azione necessaria, obbligata da numerose irregolarità riscontrate: il parere negativo della società di revisione, il mancato visto dal Collegio sindacale, i gravi rilievi espressi dal “Controllo analogo” che analizza gli atti di Pubbliservizi. Ci siamo mossi per porre rimedio attraverso le nostre specifiche competenze ed abbiamo iniziato un’azione di cambiamento radicale anche per tutelare l’azienda ed i lavoratori. Sono certo che la capillare azione investigativa porterà alla luce ulteriori irregolarità nella gestione dell’organizzazione, per individuare i soggetti coinvolti in malaffare e restituire dignità agli onesti lavoratori. Ringraziamo la Procura della Repubblica e la Guardia di Finanza – ha detto ancora il Sindaco Metropolitano – per l’azione condotta che conferma tutti i dubbi circa una condotta non corretta nel passato, una gestione “familiare” a danno dell’interesso pubblico. I fatti di oggi confermano che abbiamo percorso la strada giusta e continueremo a procedere con ancora più serenità lungo il percorso del cambiamento, del risanamento e del rilancio economico di Pubbliservizi al cui interno sono state estirpate le mele marce per dare possibilità alla stragrande maggioranza dei lavoratori onesti di operare nella massima tranquillità”.

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