Dalla “Mediocrazia” alla “Sognocrazia” … il Popolo protagonista della valorizzazione del Patrimonio Culturale Comune

Dalla “Mediocrazia” alla “Sognocrazia” … il Popolo protagonista della valorizzazione del Patrimonio Culturale Comune

Lunedì 30 Ottobre 2017, ore 9-13, presso l’auditorium del “Centro Scolastico Polivalente”, via Giuseppe Motta 87 S.G. La Punta (Ct), i rappresentanti del “MoviMenti SognatoriConcreti” incontreranno gli studenti e i docenti del liceo artistico, statale e catanese, “Emilio Greco” per divulgare la conoscenza della cosiddetta “Convenzione di Faro” (Convenzione quadro del Consiglio d’Europa sul valore del Eredità Culturale per la Società) programmandone, contemporaneamente, la sua pratica nel territorio.

Chi sono i “SognatoriConcreti?

“Per essere felici e in pace bisogna amare noi stessi, e gli altri di conseguenza, e sognare in grande e concreto … così, abbiamo fondato il “MoviMenti SognatoriConcreti” per Sognare insieme e sostenere l’uno i sogni dell’altro”l, ci dice Antonello Costanzo responsabile dei SognatoriConcreti”

“Ci chiamiamo “SognatoriConcreti” – continua Antonello Costanzo -perché i sogni sono possibili se, ogni giorno, ci attiviamo per concretizzarne un pezzetto, in relazione con i nostri Fratelli esseri umani e al servizio della nostra comunità.Ci chiamiamo “MoviMenti” (invece di movimento) perché parliamo ai cuori delle persone … dialoghiamo sull’Amore che essi vogliono testimoniare nel mondo per muovere le loro menti alla Creatività e, così, stimolare un nuovo pensiero che risogna la realtà e innova la società”.

“Noi vogliamo realizzare, a Catania, la “Centrale della Creatività” per innovare il territorio siciliano a livello umano, ambientale e tecnologico e per fare ciò uniamo-integriamo-rigeneriamo le risorse del sistema società: dalle istituzioni politiche a quelle educative-formative, dalle organizzazioni profit a quelle no profit”.

Cos’è la Convenzione di Faro?

“La Convenzione  – spiega Antonello Costanzo – prende il nome dalla località portoghese, Faro, dove il 27 ottobre 2005 si è tenuto l’incontro di apertura alla firma degli Stati membri del Consiglio d’Europa e all’adesione dell’Unione europea e degli Stati non membri. Essa è entrata in vigore il 1° Giugno 2011. La convenzione è stata firmata dall’Italia il 27 febbraio 2013, a Strasburgo, ed ha portato a 21 il numero di Stati Parti fra i 47 membri del Consiglio d’Europa; di questi, 14 l’hanno anche ratificata. Oggi, in Italia, è in corso il processo di ratifica alle camere. Principio fondamentale contenuto nella Convenzione è quello secondo cui il cittadino è responsabile, insieme alle istituzioni pubbliche, del rispetto e della valorizzazione del patrimonio culturale, di cui il cittadino deve essere consapevole.

“Il cittadino è titolare di un “diritto all’eredità culturale” inerente al “diritto a partecipare alla vita culturale”, così come definito nella “Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo” adottata dall’Assemblea Generale delle Nazioni Unite il 10 Dicembre 1948.Per “patrimonio culturale” s’intende l’insieme di risorse ereditate dal passato, in perenne evoluzione, e comprende tutti gli aspetti dell’ambiente che sono il risultato dell’interazione tra l’uomo e i “suoi” luoghi. In questa più vasta categoria, s’inserisce l’eredità comune d’Europa”, che individua l’identità europea, non solo come insieme di risorse creative ereditate dal passato, ma come insieme di valori fondati sul rispetto della democrazia e dei diritti umani”.

 

“Nella filosofia che impregna la Convenzione di Faro, – conclude Costanzo – ogni cittadino è soggetto attivo della valorizzazione del patrimonio culturale sia per il suo benessere individuale che per quello della società, oltreché per quello delle generazioni future; ogni cittadino può e deve utilizzare il patrimonio culturale per arricchire i processi di sviluppo culturale, sociale, economico e politico. Si apre, così, uno scenario, tutto da definire alla luce d’iniziative concrete delle istituzioni pubbliche, in cui il cittadino, singolo e associato, è coinvolto nel processo continuo di definizione e di gestione del patrimonio culturale ed ha la possibilità di incidere nel progresso della società attraverso il patrimonio culturale. Cittadini e organizzazioni pubbliche, private, profit e no profit sono interconnessi e in sinergia per creare una comunità patrimoniale coesa, creativa ed innovativa.  In definitiva, conoscendo, tutelando e amando il proprio patrimonio culturale, ogni cittadino può contribuire alla edificazione di una società pacifica, democratica e inclusiva di ogni diversità culturale e religiosa. Una società che diventa “comunità patrimoniale” perché sorgente delle interazioni fra le persone e i luoghi del patrimonio culturale, inteso come patrimonio comune dell’Europa”.

 

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