Un triste Natale per le famiglie che da un mese protestano per avere una casa e un lavoro

Un triste Natale per le famiglie che da un mese protestano per avere una casa e un lavoro

 

Servizio di Monica Colaianni – Una casa e un lavoro è questo quello che chiedono i tante famiglie disagiate che abitano nei quartieri periferici della città e che da un mese e un giorno stazionano giorno e notte  dentro il Duomo per protestare contro le istituzioni che sembrano sorde alle loro richiesta. Hanno trascorso anche il Natale in Cattedrale senza il calore di una casa, lontani dai proprio cari.

Aurora De Luca una casa ce l’ha ma anche lei dorme al Duomo per dare sostegno e dire basta ad una situazione che è diventata intollerabile “Da quando siamo qui non è cambiato nulla”, ci dice. “Sembra che nessuno ci dia ascolto. Siamo stanchi! Pensavamo che ci sarebbe stata un po’ più umanità da parte delle istituzioni e invece come ci avevano abbandonati prima ci stanno abbandonando anche ora, ma noi non molleremo da qui non ci muoviamo fino a quando non risolvono questo problema, non solo per le persone che sono qui in Cattedrale ma anche per tutti quelli che vivono nei quartieri periferici e si trovano in difficoltà. Quartieri come quelli di Librino e San Giorgio non curati, sporchi e come sempre le istituzioni non fanno niente per aiutarci. Non c’è lavoro non ci sono abitazioni, anzi le case ci sono ma non vengono date a chi ne ha bisogno. Ci sono persone costrette ad abitare con i genitori, altri sono stati sfrattati, chi vive negli uffici, persone che abitano in macchina. È una situazione veramente critica”.

Qual è il vostro appello? “Il nostro appello è sempre lo stesso vale a dire quello di aiutare la povera gente. Non devono solo promettere e farsi vedere al momento delle elezioni per chiedere voti”.

Adele è una mamma in attesa del secondo figlio”Sono sola – ci dice – ho una bambina e viviamo in una casa molto piccola. Prima avevo un lavoro ma me ne sono andata perché non mi pagavano. Ho cercato qualche lavoretto ma ora voglio un lavoro che mi dia sicurezza e soprattutto mi permetta di vivere dignitosamente e che mi permetta di dare un futuro migliore a mia figlia”.

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