Al Palazzo della Cultura “Immagini allo specchio” l’opera prima di Silvia Campagnolo

Al Palazzo della Cultura “Immagini allo specchio” l’opera prima di Silvia Campagnolo

Arriva nelle librerie la prima silloge “Immagini allo specchio”, algra editore, della scrittrice e poetessa Silvia Campagnolo. Un’opera prima che presenta l’autrice in tutta la sua forza di donna, che non si limita a parlare alle donne ma si rivolge anche agli uomini descrivendo l’indecisione dell’animo umano che a volte si ferma un minuto prima dell’amore con il cuore gelato dalla paura di una vita che possa finalmente definirsi tale.
“Immagini allo specchio” sarà presentato martedì 5 giugno, ore 17.00, nell’elegante cornice della sala conferenze “Concetto Marchesi” al Palazzo della Cultura. Animeranno l’incontro culturale, coordinato dalla giornalista Elisa Guccione, la professoressa Liliana Nigro, la pittrice Francesca Privitera, autrice della copertina del libro, e l’editore Alfio Grasso. Gli attori Rossana Bonafede ed Emanuele Puglia leggeranno alcune poesie del libro.
Il testo racconta con una scrittura quasi cinematografica esperienze di vita, dolori ed emozioni di una donna che crede nel futuro e vive il suo presente con la consapevolezza di quello che ha vissuto. “Ho scritto da sempre- dichiara Silvia Campagnolo, docente Miur reduce dall’esperienza formativa al CET la scuola di Mogol- e in questa mia opera prima ho cercato di inserire le mie poesie più significative, quelle scritte dopo una forte emozione che mi ha insegnato ad accettare con consapevolezza il quotidiano”.
Una poesia intesa come uno spazio infinito in cui raccontare il rumore dei propri pensieri che s’infrangono prepotentemente nelle pieghe della propria esistenza in cui il lettore, uomo o donna che sia, non può fare a meno di ritrovarsi e sentire il battito del cuore che pulsa impazzito al richiamo dell’amore. “Immagini allo specchio- continua l’autrice vincitrice di numerosi premi letterari nazionali- racchiude anni di vita che si uniscono per costruire un domani da inondare di bellezza le radici della propria anima”.

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