Il progetto MAP.PLEMM per tracciare il limite superiore delle praterie di Posidonia

Il progetto MAP.PLEMM per tracciare il limite superiore delle praterie di Posidonia

Di Margherita Montalto – SIRACUSA -In questi giorni sono stati effettuati degli interventi nel versante Sud dell’Area Marina Protetta attraverso un progetto MAP.PLEMM che ha consentito di tracciare il limite superiore delle praterie di Posidonia, pianta che rileva la pulizia del mare. Le rilevazioni sono state effettuate dagli operatori subacquei, con dispositivi GPS. L’Area marina Protetta è sempre stata tenacemente attenta alla tutela dell’ambiente marino e delle aree circostanti e lo dimostrano i costanti interventi che mette in atto. Nel caso specifico non solo è stata posta attenzione alla salvaguardia della prateria della Posidonia, studiandone gli aspetti strutturali e funzionali, ma altro interesse è stato rivolto alla Pinna nobilis, mollusco bivalve del Mediterraneo. L’habitat del mollusco è costituito dalle prateria della Posidonia, ma anche dai fondali detritici, sabbiosi o fangosi e nel coralligeno. È stata riconosciuta come specie protetta mediante la Direttiva Habitat del 21 maggio 1992 dedicata alla Conservazione degli habitat naturali e seminaturali e della flora e della fauna selvatiche. La Direttiva, nell’interesse e nella tutela del territorio degli Stati membri, mira a “salvaguardare la biodiversità mediante la conservazione degli habitat naturali, nonché della flora e della fauna selvatiche”. I ricercatori denunciano i prelievi illegali ad uso alimentare ed ornamentale.  A causa di questi eventi di mortalità massiva, la Pinna nobilis è stata inserita a Ottobre 2019 nella Lista Rossa della IUCN come specie a rischio critico di estinzione. Dai dati raccolti dal progetto MAP.PLEMM. sullo stato della popolazione di Pinna nobilis all’interno dell’Area Marina Protetta Plemmirio, sono stati trovati “5 individui morti e 1 solo individuo vivo, situato nella zona A della riserva”. Notizie positive sono rispetto alla eventuale presenza di specie aliene esotiche nel mare del Plemmirio.  “Per individuare la presenza di specie ittiche invasive – come si legge dal rapporto del progetto – nelle acque del Plemmirio si è svolto il visual census,una tecnica di campionamento non invasiva che si svolge in immersione e permette di censire la fauna ittica semplicemente con l’osservazione delle specie e la registrazione degli avvistamenti”. Il monitoraggio delle caratteristiche fisico-chimiche delle acque è utile per ottenere delle serie temporali di dati per seguire l’andamento di queste variabili in vista dei rapidi cambiamenti climatici in atto.

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