Rientro a scuola dal 1° febbraio, Gilda Catania: “Dati allarmanti, manca la sicurezza”

Rientro a scuola dal 1° febbraio, Gilda Catania: “Dati allarmanti, manca la sicurezza”

Riceviamo e pubblichiamo

Catania – Il 1° febbraio dovrebbero riprendere le lezioni in presenza, una data fissata dal governatore Nello Musumeci nell’ipotesi di riduzione sensibile dei contagi in Sicilia. Un passaggio cruciale per la scuola, sostenuto a più riprese anche dalla Ministra Azzolina che, nei giorni scorsi, ha tranquillizzato tutti affermando che “ci sono le condizioni per riprendere le lezioni in presenza”.

Secondo Giorgio La Placa, coordinatore di Gilda Catania, “Prima di tornare in aula è indispensabile disporre del quadro reale della situazione, attraverso una certificazione formale e affidabile dei dati epidemiologici. Da rendere pubblica e condividere”.

Nell’incontro tra i sindacati e il commissario straordinario per l’emergenza epidemiologica dell’ASP di Catania, avvenuto il 18 novembre scorso (l’ultimo incontro avuto) per fare il punto sulle criticità relative alla gestione dell’attività didattica, il numero dei contagi relativo al settore scolastico fornito dal Dottor Liberti non era rassicurante. “Il 30 0ttobre dello scorso anno – sottolinea La Placa – il numero complessivo dei positivi era di circa 5000. All’interno di questo dato, 806 profili erano costituiti da alunni e personale scolastico appartenenti a 180 scuole del territorio etneo. Per la precisione, 341 alunni nello spazio tra 14 e 18 anni, 284 tra 6 e 13 anni, 82 tra 0 e 5 anni e 99 figure appartenenti al personale scolastico. Per l’esattezza il 15%, una soglia molto alta. Alla luce di questi dati, è possibile avere certezze scientifiche incoraggianti per il ritorno in classe?”.

“Oggi siamo a più 37.000 positivi nella sola provincia di Catania e il rientro in classe comporta un alto rischio di contagi, vista anche l’impossibilità di garantire il ricambio d’aria nelle aule e il gran numero di discenti per classe. È necessaria la vaccinazione di tutto il personale scolastico – conclude il coordinatore provinciale di Gilda – Oggi non si rispettano nemmeno le distanze previste dalla legge di sicurezza ai fini dell’organico delle scuole”.

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