A Palazzo degli elefanti l’ingegnere Vanni Calì racconta i momenti del suo tragico rapimento ad Haiti

A Palazzo degli elefanti l’ingegnere Vanni Calì racconta i momenti del suo tragico rapimento ad Haiti

Di Monica Colaianni – Ieri nella sala giunta di Palazzo degli Elefanti, l’Ingegnere Vanni Calì, il professionista catanese rapito lo scorso 1° giugno ad Haiti da una gang locale e liberato dopo 22 giorni di prigionia, ha incontrato il sindaco di Catania Salvo Pogliese e la stampa per raccontare quanto accadutogli.

Un racconto commosso quello dell’Ingegnere, recatosi ad Haiti per realizzare un progetto finanziato dall’UE a uno dei paesi più poveri del mondo.

“Ho superato uno dei momenti più difficili della mia vita”, dice l’ingegnere Calì.

“L’amore che sto riscontrando in questi giorni da tanti catanesi e dagli amici mi sta aiutando a superare questo dolore – continua Calì- In questi giorni ho avuto dei problemi di salute ma ora fortunatamente sto meglio e posso ricominciare a riprendere una vita normale”.

“Mi ero recato ad Haiti – spiega Vanni Calì – perché la mia società, la “Bonifiche spa”, mi aveva commissionato i lavori per la realizzazione di una strada finanziata dall’Unione Europea. Il giorno del rapimento, però, stavo aiutando un collega a realizzare un progetto per la costruzione di un ponte che prevedeva un sistema stradale e mi trovavo nella capitale quindi fuori dal mio raggio d’azione abituale e purtroppo è successo quello che è accaduto. Proprio quel giorno alle ore 11.00 dovevamo firmare il contratto d’assistenza ma alle 7.26 sono stato rapito.  Insieme a me c’era un ragazzo, un tecnico che avevo conosciuto un quarto d’ora prima. Siamo stati insieme  per tra giorni, lui mi spiegava quello che i nostri carcerieri ci dicevano, io non li capivo perché parlavano solo creolo mentre io parlo solo  il francese. Mi ha aiutato molto sapere di avere qualcuno vicino. Un pensiero va  a una ragazzina di circa  15 – 16 anni, anche lei reclusa,  che mi ha salvato la vita. Un giorno che stavo veramente male probabilmente perché avevo un calo di zuccheri e mi lamentavo chiedendo qualcosa da mangiare per riprendermi ma i miei carcerieri non mi davano ascolto,  questa ragazzina mi ha passato sotto la porta della stanza dove ero recluso una zuppa di latte e fiocchi d’avena, mi ha salvato la vita”.

Durante l’incontro il Sindaco di Catania ha dichiarato che l’ingegnere Calì farà parte della squadra tecnica dell’Amministrazione Catania. “Insieme a Vanni Calì– ha dichiarato il sindaco . valuteremo le modalità più idonee e possibili in base alle norme vigenti, per valorizzare la sua lunga esperienza in questa fase di rilancio della Città, dopo i duri colpi del dissesto e della pandemia. E’ il nostro modo concreto, nel pubblico interesse, per esprimere vicinanza e solidarietà a un nostro concittadino che ha subito inaccettabili violenze ma che è riuscito a ritornare tra i suoi familiari sano e salvo, con tanta voglia di ricominciare”.

 

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