Uomini in piena crisi coniugale o che stanno attraversando un momento di fragilità economica. Il rischio per loro di commettere atti di violenza è altissimo. Per questo diventa prioritario fare rete per intercettarli in tempo e offrire loro supporto e percorsi per acquisire maggior “consapevolezza”.
E’ questa la mission di “Prima che sia tardi”. Venerdì 13 marzo 2026 la presentazione del progetto durante un incontro online gratuito che si svolgerà dalle ore 17 alle ore 19.
Un’iniziativa che porta la firma dell’associazione Maschile Plurale (rete nazionale uomini contro la violenza) in collaborazione con Centro FamigliE di Catania e CAMbiamenti di Pescara, due realtà responsabili di Centri per uomini autori di violenza (C.U.A.V.).
Realizzato nell’ambito di Nora against GBV (Network of Organization for Rights and Autonomy against gender – based violence), finanziato da ActionAid International Italia E.T.S e Fondazione Realizza il Cambiamento e cofinanziato dall’Unione Europea, “Prima che sia tardi”, intende offrire percorsi di formazione sulla violenza di genere, attività di ricerca e di prevenzione come incontri, gruppo di ascolto. Questo venerdì tra i destinatari del primo ciclo di formazione non solo gli operatori del settore, ma anche medici, avvocati e uomini delle forze dell’ordine e servizi territoriali. Un importante momento per sensibilizzare e preparare questi professionisti a individuare uomini in situazione di crisi e prevenire la violenza contro le donne.
“Il progetto Prima che sia tardi – spiega Antonello Arculeo, psicologo e psicoterapeuta e responsabile Centro FamigliE Catania – si collega al lavoro già avviato sui cosiddetti ammoniti, uomini che hanno ricevuto un ammonimento dalla questura o dai servizi sociali per comportamenti violenti o a rischio verso donne o i minori. Un punto di partenza importante per raggiungere uomini in crisi”.
Attualmente la normativa sugli ammonimenti è stata rafforzata da leggi più severe rendendo più efficace il provvedimento come misura preventiva anticipata.
“Nel 2025 gli uomini – continua Arculeo – che hanno usufruito del servizio C.U.A.V. Il Primo Passo dedicato a fornire supporto agli autori di comportamenti violenti nei territori di Catania e Siracusa sono stati 333 di cui 177 “ammoniti”. I numeri degli ammonimenti del territorio di Catania è tra i più alti d’Italia. Per questo creare una rete tra diverse realtà è fondamentale per lavorare sulla prevenzione e sul cambiamento”.