Sconcerto e profonda indignazione ad Adrano a seguito dei gravissimi episodi di violenza e maltrattamento ai danni di animali verificatisi in una via cittadina. Un residente della zona, individuato dalle forze dell’ordine avrebbe prelevato cani randagi dalla strada introducendoli nella propria abitazione per poi sottoporli a torture ed esecuzioni brutali.

A seguito dell’intervento delle autorità e dell’ASP Veterinaria, l’uomo è stato sottoposto a Trattamento Sanitario Obbligatorio (TSO). Tuttavia, le associazioni e la cittadinanza esprimono forte preoccupazione per le sorti del quartiere e degli animali del territorio laddove il soggetto dovesse fare rientro al proprio domicilio senza adeguate garanzie di custodia e cura.

La responsabile dell’associazione Anta onlus Calabrese Cinzia, ha inviato una formale istanza a mezzo PEC al Sindaco di Adrano, Fabio Mancuso, alla Procura della Repubblica di Catania e al Dipartimento di Salute Mentale dell’ASP, chiedendo interventi concreti e tempestivi.

Con la nota ufficiale, l’associazione chiede al Primo Cittadino e alle autorità competenti:

  • Emissione di un’ordinanza urgente che imponga al soggetto il divieto assoluto di detenere, accudire o ospitare animali di qualsiasi specie.
  • Installazione di telecamere di videosorveglianza in via Cesare Beccaria e nelle aree limitrofe, al fine di monitorare il quartiere, prevenire nuovi prelievi di animali di quartiere e garantire la sicurezza dei residenti.
  • Intervento coordinato con la Magistratura e l’ASP affinché sia valutata la persistente pericolosità sociale del soggetto e disposto il suo collocamento in una struttura terapeutico-assistenziale protetta (REMS o comunità ad alta protezione).
  • Controlli periodici da parte della Polizia Locale e dei servizi veterinari presso l’immobile interessato.

“I reati puniti dagli articoli 544-bis e 544-ter del Codice Penale testimoniano una crudeltà inaccettabile che rappresenta un chiaro campanello d’allarme anche per l’incolumità pubblica” – dichiara Cinzia Calabrese Presidente di Anta onlus. “Il TSO è una misura temporanea che non risolve il problema. Chiediamo al Sindaco, in qualità di massima autorità sanitaria locale, di fare tutto ciò che è in suo potere per impedire che questa persona possa reiterare tali gesti o tornare a vivere senza un’adeguata tutela e sorveglianza.”

L’Associazione fa sapere di aver già attivato il proprio legale e si dichiara pronta a costituirsi parte civile nel futuro procedimento penale a carico del responsabile.

Di admin

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