Catani – Una rivoluzione pacifica, colorata e decisamente fuori dagli schemi. È quella del Fringe Italia Off International Festival che questa mattina, su iniziativa di Carmen La Porta, responsabile Pubbliche relazioni e Social del Fringe Catania, ha raggiunto Palazzo degli Elefanti con una sgargiante carica di entusiasmo e creatività. Un corteo di attori, compagnie, produttori, organizzatori, operatori culturali italiani e stranieri e titolari degli spazi che ospitano gli spettacoli del festival.
Ad accoglierli in sala Giunta il sindaco di Catania Enrico Trantino e il vicesindaco Massimo Pesce, in un clima informale e serio allo stesso tempo, perché sul tavolo c’è un progetto denso di opportunità, e che guarda al futuro, per la nostra città.
“Il Fringe esercita un magnetismo crescente su Catania” ha detto Trantino sottolineandone la portata culturale. E la città è ricettiva, risponde al fermento con curiosità, partecipazione, segno del bisogno diffuso di bellezza, arte, cultura”. E bello è vedere come questa energia riesca a coinvolgere persone e realtà diverse, entrando nel tessuto cittadino, valorizzando gli spazi e creando nuove occasioni di incontro. “E’ il segno di una città che aderisce e si riconosce sempre di più in questo progetto”.
A mettere l’accento sulla dimensione imprenditoriale del festival Francesca Romana Vitale e Renato Lombardo, ideatori e direttori del Fringe Italia Off International Festival. “Gli artisti e gli operatori del Fringe sono imprenditori di se stessi, veri imprenditori culturali. Investono sul proprio talento, costruiscono progetti, creano lavoro e opportunità. Ma per crescere e consolidare questo modello è fondamentale anche il sostegno delle istituzioni, per questo ringraziamo il sindaco per l’accoglienza e l’opprtunità contando su una collaborazione sempre più stretta”, è il pensiero condiviso dei promotori. Il Fringe non è soltanto un festival di teatro, è un mondo che entra nella città, la attraversa, ne valorizza gli spazi e crea relazioni. “Il nostro obiettivo è far crescere questa energia, coinvolgere sempre più persone e costruire una dimensione realmente internazionale”, dice Vitale.
E proprio l’internazionalizzazione è stata uno dei temi centrali dell’incontro, arricchito dalla presenza di operatori culturali stranieri che hanno condiviso le proprie esperienze e testimoniato il sostegno al progetto.
Lo sguardo è rivolto anche ad Edimburgo e Avignone, dove il festival teatrale è diventato un importante attrattore turistico e un motore economico per il territorio. Un modello al quale ispirarsi per immaginare una Catania sempre più protagonista dei circuiti internazionali dello spettacolo dal vivo, con ricadute positive sul turismo, sull’ospitalità, sulla ristorazione e sul commercio.
È la coloratissima invasione di Palazzo degli Elefanti ne è stata la dimostrazione più spontanea: una rivoluzione pacifica che non abbatte muri, ma apre porte. E che, tra una battuta e un sorriso, ricorda quanto la cultura possa essere una straordinaria risorsa per il futuro di Catania.