Belpasso, denunciato il postino  disonesto

Belpasso, denunciato il postino disonesto

Belpasso, denunciato il postino che gettava la
corrispondenza nella “grotta del diamante”.
Recuperate oltre 2.000 buste non recapitate.

 

Oltre duemila lettere gettate via, troppa fatica nel consegnarle, così lui, il
postino, impiegato di una società di servizi – la Olimpo Service S.r.l. –
delegata alla consegna di corrispondenza in ambito regionale, ha trovato la
scorciatoia pensando di farla franca. Corrispondenza inviata da istituti di
credito, studi legali, compagnie assicurative e società di servizi a privati
cittadini.
A scoprirle qualche giorno fa nella grotta naturalistica denominata “Grotta del
Diamante”, ubicata in Contrada Pettirosso, agro del comune di Belpasso,
personale speleologico del Club Alpino Italiano che ha presentato una
denuncia ai Carabinieri della Stazione di Belpasso.
La direzione della società, sollecitata dai carabinieri, ha chiarito il
meccanismo utilizzato per lo smistamento della posta fino a giungere nelle
mani del fattorino che, attraverso la tracciatura della stessa, tramite l’utilizzo
di un palmare dotato di lettore ottico, procede allo “sparo” del barcode

presente sulla busta. Questa operazione consente di risalire al fattorino a cui
viene affidata la corrispondenza, consentendo di monitorare la busta fino alla
fase del recapito al destinatario.
Una volta giunti sul luogo di recapito lo stesso operatore avrebbe dovuto
certificare la consegna della busta, leggendo il barcode con lo stesso palmare
che, attraverso il GPS del suo palmare memorizza e trasferisce , tramite SIM
card, sul sistema, i seguenti dati: “luogo data e ora del recapito”, e
successivamente avrebbe proceduto ad imbucare la corrispondenza
tracciata.
Grazie a questo automatismo i carabinieri, analizzando un campione di 250
buste, recuperate dagli speleologi del C.A.I., sono riusciti ad attribuire la
posta esaminata ad una sola persona, un catanese di 21 anni che dovrà
rispondere all’A.G. di violazione, sottrazione e soppressione di
corrispondenza commesse da persona addetta al servizio delle poste,
dei telegrafi o dei telefoni.
Nel frattempo il personale del C.A.I. ha recuperato tutta la corrispondenza
depositata sul fondo della grotta riempendo ben sette sacchi di juta, posti
sotto sequestro dai carabinieri.

 

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