I sindacati della Scuola si uniscono per dire “No al precariato”: a Catania sit-in davanti alla Prefettura

I sindacati della Scuola si uniscono per dire “No al precariato”: a Catania sit-in davanti alla Prefettura

Di Monica Colaianni – Oggi la scuola ha manifestato davanti alle Prefetture e agli uffici scolastici regionali di tutto il territorio nazionale per rivendicare non solo una scuola in presenza, con tutte le garanzie necessarie ma anche i diritti dei tanti precari che da anni aspettano una stabilizzazione.
A Catania i rappresentanti dei maggiori sindacati si sono riuniti in un sit-in davanti alla Prefettura, per gridare, anche dalla città Etnea, che “loro non ci stanno ai dicta imposti dall’alto” e per lottare per la scuola e i tanti docenti precari.
“Anche a Catania – dichiara Salvo Mavica Segretario regionale UIL Scuola – i segretari generali della scuola delle cinque sigle sindacali, firmatari del Contratto Collettivo Nazionale del lavoro, unitariamente lanciamo un appello al Ministro e vale a dire che è ora di cambiare rotta! È giunto il momento che il Ministero ci ascolti e che entri nel merito delle questioni della scuola per risolvere i problemi ormai diventati atavici. Non è più plausibile che le decisioni debbano essere imposte dall’alto! Noi rivendichiamo il diritto di cittadinanza e il diritto di partecipazione perché ogni docente, prima di essere tale, è soprattutto una persona, occorre che vi sia il rispetto non solo della persona in sé ma anche delle comunità educande e di tutti quei docenti che ogni giorno fanno funzionare la scuola malgrado tutti i problemi. Noi non vogliamo che i precari siano stabilizzati Ipso facto, ma dopo l’esperienza maturata durante tutti questi anni, dovrebbero fare un tirocinio annuale alla fine del quale, se validi, devono essere confermati. Malgrado vi siano delle sentenze nazionali ed europee i nostri precari ancora una volta vengono maltrattati e non ascoltati. Anche Renzi li ha presi in giro, infatti nonostante vi sia stata una sentenza da parte della Corte Europea, ha baipassato la situazione dicendo che avrebbe esaurito le GAE, ma è stata solo una pia illusione: ancora oggi esistono le GAE.  Catania oggi lancia questo appello che deve rinforzare e rafforzare tutto quello che sta avvenendo in tutte le piazze d’Italia. ”.

“Tutte le sigle sindacali oggi presenti- ribadisce Giorgio La Placa coordinatore Gilda insegnanti – ci siamo unite, sin da marzo, per combattere a favore di tutti i lavoratori della scuola . Oggi manifestiamo, soprattutto, per rivendicare i diritti dei precari. È inammissibile che il 15 di ottobre, in molte scuole vi siano cattedre scoperte, inoltre, l’organico covid si è dimostrato insufficiente; molte scuole non hanno ancora chiamato i docenti per ricoprire le cattedre perché le operazioni sono bloccate a livello provinciale”.

Luca Tempera della segreteria provinciale dello Snals di Catania ribadisce che “Oggi siamo qui davanti alla Prefettura per la mobilitazione nazionale a favore dei precari della scuola. La stabilizzazione dei precari è diventato un vero e proprio cancro della scuola italiana, un problema che dura da decenni e al quale non si è mai riusciti a trovare una soluzione definitiva. Anche quest’anno avevamo fatto delle proposte, tra le quali quella di assumere i docenti con almeno tre anni di servizio, senza ricorrere a una procedura concorsuale che, soprattutto in questo periodo di pandemia, comporterebbe assembramenti e spostamenti di docenti da una regione all’altra; per tutta risposta l’attuale ministra, sorda alle nostre proposte, sta perseverando dritta per la strada che ha deciso di intraprendere e che, sempre che questa procedura possa essere portata a conclusione, porterà i docenti in cattedra o l’anno prossimo o addirittura fra due anni”.

“Abbiamo consegnato un documento al Prefetto – conclude Tino Renda segretario generale della FLC CGIL di Catania – come è avvenuto in tutte le Prefetture d’Italia, nel quale si mettono in evidenza i numeri mancati della scuola riguardanti il precariato e ovviamente abbiamo proposto delle soluzioni che permetterebbero che vengano ricoperte le cattedre rimaste scoperte nonostante le soluzioni proposte dalla Ministra Azzolina”.

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